Notizie in evidenza:
Oggi è:
domenica 29 gennaio 2023

“Un’altra luce” : in fondo al tunnel per la canzone napoletana ???

Di Eugenia De Luca

il 69° festival della canzone italiana di Sanremo è appena terminato trovando il suo vincitore in Mahmood con la sua “Soldi”.

Ventiquattro i cantanti in gara, tra cui 3 campani: il trapper Ghemon con la sua “Rose Viola”; il veterano Nino d’Angelo in duo con il giovane Livio Cori, anch’egli trapper, e la loro “Un’altra luce”.

Dodicesima posizione per il primo e ultima per il nuovo duo.
Last but not the least direbbero gli inglesi, ma è proprio su questo che possiamo aprire il nostro dibattito: quanto conta ancora la canzone partenopea all’interno dello scenario della musica nazional-popolare?

I tempi di “‘nu jeans e ‘na maglietta” sono ormai lontani e Mario Merola, grande appassionato del festival, non sembra aver lasciato un erede degno della sua impronta tanto da farsi largo nel parterre italiano.

Quanto è ancora apprezzata oggi la nostra canzone? Quanto ancora possiamo “cantare o contare”?

Con l’avvento della musica trapper è difficile, anche per i cantanti pop, poter emergere e restare sul podio. Auto-tune, musica elettronica, rap e freestyle sono gli elementi base per il successo oggi.

Ma dove sono andate a finire allora quelle “stecche” che dimostravano la veridicità della voce in diretta e soprattutto quell’emozione da palcoscenico? Dove sono quelle canzoni ricche di significato e di sudore dell’artista?

Dov’e’ quella musica, vera, quella forma d’arte che anche Nietsche esaltava?

Molti sono stati gli adolescenti invaghiti dei loro miti al punto da esaltarli anche per canzoni il cui senso non sempre era chiaro. E allora il tema finale sembra essere… meglio il “solito” Festival di Sanremo oppure, forse, preferire il “divertente” Festivalbar?

 

Direttore editoriale
Nessun commento

Rispondi

*

*

POST POPOLARI