Daniele Russo_Jennifer

Teatro Bellini: prima settimana del Piano Be con “Le cinque rose di Jennifer”

A partire dal 22 ottobre fino al 29 dicembre, il Nuovo Teatro Sanità e Mutamenti/Teatro
Civico 14 di Caserta si trasferiscono al Piccolo Bellini, per prendere parte al Piano Be, la
programmazione ideata dal Teatro Bellini di Napoli per andare incontro alla situazione di
difficoltà attraversata dalle giovani realtà teatrali del territorio.
Aprendo le porte della sala piccola di via Conte di Ruvo alla due compagnie, il Bellini ha dato la
possibilità alle due realtà, nonostante la situazione di stasi attuale, di proseguire nel loro percorso
di crescita artistica. «Durante il lungo periodo di quarantena – spiegano i collettivi ntS’ e
Mutamenti/Teatro Civico 14 – ci siamo interrogati più volte su come e quando avremo potuto
ricominciare. Le nostre strutture, a causa delle norme in corso, possono ospitare solo pochissime
persone, quindi il dubbio su come far ripartire le attività era forte. La possibilità dataci dal Teatro
Bellini si è contraddistinta subito per la concretezza e l’assoluta libertà che ci ha lasciato nelle
scelte artistiche. Stiamo realizzando insieme un nuovo modello di teatro che unisce e che trova in
una realtà solida ma in continuo movimento, come il Teatro Bellini dei fratelli Russo, una
spalla forte a cui appoggiarsi per questo piccolo viaggio di rinascita».
Dodici i titoli programmati dal Nuovo Teatro Sanità e da Mutamenti\Teatro Civico 14. Si
parte il 22 ottobre con Trapanaterra, ideato da Dino Lopardo, anche in scena con Mario Russo
(replica fino al 25 ottobre). Lo spettacolo, prodotto da Lopardo-Russo, Nostos Teatro e
Collettivo Itaca, racconta di un Sud tra radici antiche e modernità, attraverso la storia di due
fratelli che si rincorrono e si combattono fondendosi con la macchina che domina la scena.
Pupazzi che parlano, si agitano, agiscono in modo inverosimile, ma che diventa paradossalmente
più vero del vero.
Si prosegue il 29 ottobre con Quattro uomini chiusi in una stanza di Mario Gelardi, Simone
Borrelli, Carlo Geltrude, Gennaro Maresca, Alessandro Palladino. Lo spettacolo in scena fino
all’1 novembre affronta il tema delle morti di Stato, indagando l’esile confine che divide la
legalità dall’illegalità.
La programmazione continua con Rua Catalana. Il progetto, ideato da Enrico Ianniello che
firma anche le traduzioni dei testi, vuole mettere in relazione Napoli e Barcellona, due città
gemelle – portuali, marine e collinari –, attraverso la messinscena di nuovi testi rappresentati in
Catalogna con successo nelle ultime stagioni. Ad inaugurare il progetto dal 5 all’8 novembre, Il
Prestito, divertente e geniale commedia di Jordi Galcerán, per la regia di Rosario Sparno, con
Luca Iervolino e Luciano Saltarelli, prodotta da Casa del Contemporaneo: un direttore di banca
nega un prestito ad un cliente che in garanzia può dare solo la propria parola d’onore. Prodotto
dal Nuovo Teatro Sanità, Plastilina di Marta Buchaca andrà in scena dal 26 al 29 novembre.
Ispirata a un fatto realmente accaduto, la pièce diretta da Mario Gelardi narra le vicende di una
famiglia perbene e di un gruppo di ragazzi la cui vita è sconvolta da un atto violento. In scena
Teresa Saponangelo e Ivan Castiglione con Vincenzo Antonucci, Mariano Coletti, Giampiero De
Concilio, Arianna Iodice.

Dal 12 al 15 novembre debutta La Vacca di Elvira Buonocore, con Vincenzo Antonucci, Anna
De Stefano, Gennaro Maresca, quest’ultimo anche regista dello spettacolo, una favola neorealista
che è valsa a B.E.A.T. teatro il Premio Dante Cappelletti 2019.
Dal 19 al 22 novembre sarà la volta di Di un Ulisse, di una Penelope, regia di Roberto Solofria,
tratto dall’omonimo testo di Marilena Lucente, in scena insieme a Solofria e a Ilaria Delli Paoli.
Il lavoro si sofferma sull’incontro tra un marito e una moglie, un uomo e una donna che si
rincontrano dopo la guerra, dopo vent’anni di separazione, facendo intravedere, tra dubbi e
incertezze, la possibilità di un nuovo inizio. Dal 3 al 6 dicembre sarà la volta di Fog, scritto da
Francesco Ferrara con Chiara Celotto, Claudia D'Avanzo, Simone Mazzella, Manuel Severino,
per la regia di Salvatore Cutrì, prodotto da Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini,
Collettivo Mind the Step. Finalista al Premio Scenario 2019, Fog rielabora liberamente un fatto
di cronaca, raccontando un abuso trasmesso in diretta streaming e di una violenza che non viene
riconosciuta come tale, né da chi la compie né da chi la subisce e nemmeno da chi la filma.
Ancora dal 10 al 13 dicembre si prosegue con BI – Fratelli, tratto dal racconto Due fratelli di
Bernardo Atxaga, adattato da Mario Gelardi e diretto da Emanuele Valenti, anche in scena
insieme ad Arianna Cozzi, Carlo Geltrude, Alessandra Mantice, Salvatore Nicolella, interpreti
dei personaggi di Atxaga che in questo lavoro indaga il conflitto tra l’adolescenza e il mondo
adulto. Dal 17 al 20 dicembre si prosegue con Mine -Conferenza stanca sul melodramma
amoroso di e con Michele Brasilio e Marina Cioppa. Lo spettacolo prodotto da VulìeTeatro è
ambientato in uno studio televisivo, dove nel corso di una trasmissione si dimostra come e
perché il rapporto di coppia sia un melodramma inutile.
Dal 27 al 29 dicembre a chiudere il Piano Be del Nuovo Teatro Sanità e di Mutamenti/Teatro
Civico 14, il progetto Attraversamenti, che il 27 dicembre vede in scena l’anteprima dello
spettacolo Eravamo del duo Valerio Malorni e Simone Amendola, e il 29 dicembre la lettura
scenica di Selene, a cura di Putéca Celidònia.

Direttore editoriale

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