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Sabato 27 febbraio faremo sentire la voce di chi vuole legalità e giustizia contro la Napoli malata che osanna la camorra.

 

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Sabato 27 febbraio faremo sentire la voce di chi vuole legalità e giustizia contro la Napoli malata che osanna la camorra.

Negli ultimi tempi risultano purtroppo sempre più numerosi i segnali che indicano quanto siano in costante crescita la cultura e l’apologia criminale, a partire dai murales pro-camorra contro cui sto combattendo un’importante battaglia personale.
Dopo la morte del boss Raffale Cutolo sono stati molti, sul web e sui social, gli omaggi e le celebrazioni per lui e per altri personaggi legati al mondo della criminalità. Molti cittadini, ad esempio, ci hanno segnalato che in alcuni video pubblicati su Tik Tok si vedono diversi ragazzi omaggiare Emanuele Sibillo, il baby-boss di Forcella ucciso in un agguato nel 2015, presso la cappella votiva a lui dedicata.

Ecco perché sabato 27 febbraio, insieme ad Eduardo, titolare di una caffetteria nel rione dei Vergini che nel 2017 ebbe il proprio locale incendiato dopo una denuncia contro il racket, daremo vita a due iniziative per far sentire la voce dei cittadini onesti che dicono no alla criminalità e alla violenza: alle 12.30 ricorderemo Irina Maliarenko, vittima di femminicidio e deceduta al Vecchio Pellegrini mentre il pronto soccorso veniva devastato da familiari ed amici di Ugo Russo, mentre alle 13 saremo all’esterno della caserma Pastrengo (dove proprio alcuni amici del baby-rapinatore esplosero dei colpi di pistola) per un evento di solidarietà alle forze dell’ordine.

È ora che la Napoli vera, quella della cultura della legalità e della giustizia, si faccia sentire forte e prenda il sopravvento sulla parte malata del territorio che osanna ed idolatra delinquenti e camorristi, prima che sia troppo tardi ed il fenomeno diventi inarrestabile.
Bisogna salvare la nostra terra, muoviamoci.

Direttore editoriale

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